Il sole si spegnerà tra cinque miliardi di anni: è un dato incontrovertibile, definitivo, inoppugnabile, inevitabile. Quando il sole si spegnerà, tutto sarà finito, niente energia, niente vita, tutti morti, tutto morto, abbiamo scherzato.
Dunque tutto finirà. Da qui una serie infinita di “perché” tanto inutili quanto impossibili da evitare.
Ma intanto immaginiamo: ci sarà l’umanità nell’anno, per dire, 126.845 dopo Cristo? Saremo come adesso (se ci saremo)? L’uomo non evolve più da 100.000 anni, perciò in quell’anno potremmo anche essere uguali ad ora, chissà, però circondati da robot bionici che faticano per noi.
E se dal 126.845 saltiamo vertiginosamente, sempre per dire, all’anno 2.467.924? Qualche mutazione nella specie umana sarà sicuramente avvenuta: saremo tutti calvi, o saremo tutti obesi, oppure avremo tutti un capoccione enorme. La terra, probabilmente, girerà attorno al sole sempre in 365 giorni, ma, tanto per dire, avremo sicuramente trovato un altro anno di partenza, perché Cristo non resisterà certo così a lungo. Magari saremo nel 40.982 dopo il Grande Disastro o nel 3295 dopo il Grande Incontro.
Ok, ma, se ci basta l’animo, andiamo oltre, proviamo a pensare all’anno 2.345.865.321, dico, due miliardi e rotti: staremo ancora a litigare tra ricchi e poveri? E ancora un po’ più in là, alla fine, verso l’anno (del signore) 4.345.568.342, ammesso che ci si arrivi, col sole che si sta spegnendo e fa sempre meno luce e meno calore, con le risorse alimentari al lumicino, con le guerre (con i bastoni?) per l’acqua e con la consapevolezza che, sia come sia, dovremo comunque sparire tutti tra poco (oddio, tra poco, sì, ma sempre tra quei 10 o 20 mila anni, hai voglia a campare…) e che tutta la storia dell’umanità svanirà nel nulla, come se non fosse mai esistita, come un sogno che al mattino non ti ricordi più? Che vita sarà? Finirà in un mostruoso spleen collettivo, tutti come il robot di blade runner che piange impotente la fine della sua inutile ma splendida vita e la perdita delle sue esperienze, come un videogioco quando si spegne il computer. E quali saranno le priorità dell’umanità? Che diranno i politici, i filosofi, gli intellettuali? E gli asceti, e i guerrieri, e che diranno gli adulti ai bambini? E che diranno i bambini?
