il vascello trasparente

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Archivio per agosto 2009

L’abuso di potere uccide il senso civico

Pubblicato da bibop su 6 agosto 2009

Avete presenti quelli che vi ticchettano con i fari per avvisarvi che c’è la polizia con l’autovelox? Bene, io li ho sempre odiati. Ma come, mi dicevo, c’è finalmente un servizio di civiltà, che può far diminuire i morti sulle strade, che sanziona comportamenti pessimi, che punisce quegli stronzi che mettono a repentaglio la vita propria e altrui, l’eccesso di velocità, una cosa buona, da encomiare, da incoraggiare, che ci fa sentire più europei, più civili; e tu, col tuo ticchettio del cazzo, con la tua solidarietà da carcerato, vanifichi tutto aiutando gli incoscienti, facendoli rallentare proprio lì dove c’è, finalmente, un controllo serio. Ma che schifezza di cittadino sei? Sei un abitante della jungla, sei un deficiente, sei un frustrato del cazzo, uno  come te lo escluderei dal diritto di voto, si merita di sfracellarsi contro un albero alla prossima curva.

Bene, mi vergogno a dirlo, ma oggi ho ticchettato anch’io.

E’ successo che su una strada che faccio spesso, la Salaria, hanno messo alcuni limiti di velocità esclusivamente allo scopo di fare cassa, con assoluta indifferenza per la sicurezza della strada.

Tipo: c’è un limite di 60 all’ora all’altezza di Osteria Nuova (comune di Poggio Moiano).  Benissimo, c’è un centro abitato, c’è un semaforo, bisogna rallentare. Solo che questo limite comincia da centinaia di metri prima del centro abitato e finisce centinaia di metri dopo. E’ lì che mi hanno multato con l’autovelox. E quando ho contestato la multa dicendo che andavo a meno di 60, ed era vero, loro mi hanno detto che sì, andavo a 60 nel centro abitato, ma l’infrazione l’avevo commessa in quei centinaia di metri prima, dove il centro abitato non c’è ma il cartello sì. Immediatamente dopo il segnale. Cioè lì dove, ancora fuori del centro abitato,  stavo rallentando proprio per andare ai 60 regolamentari. E’ chiaro che il comune ha capito che più allontana il cartello da centro abitato e più incassa denari.

Cioè mette una tassa arbitraria e vessatoria sul passaggio dei veicoli: quanti siete, sì, ma dove andate, sì, ma cosa trasportate, un fiorino.

Queste situazioni, sulla Salaria, sono molto frequenti. Ma c’è di peggio. Poco più avanti, in una località che si chiama Ponte Buito c’è un altro limite: 50. Ora, non so se sia intelligente porre un limite di 50 all’ora su una strada statale (non sarebbe meglio mettere in sicurezza l’incrocio?). Però, siccome c’è un attraversamento pedonale, una curva, un incrocio, ci stia pure il 50 all’ora. Però il divieto comincia circa un chilometro prima, e finisce oltre un chilometro dopo! Qui l’appetito del comune diventa voracità, perché è assai difficile andare a 50 all’ora per due chilometri sulla Salaria, su tratti di strada larga, libera, senza incroci, senza alcun pericolo: un innaturale corteo, lentissimo, incolonnati come deficienti, su una strada statale normalissima, dalle caratteristiche identiche ai tratti in cui vige il normale limite di 90 all’ora. Inoltre se, visto il segnale, rallenti da 90 a 50 in poco spazio, rischi anche di essere tamponato perché serve una brusca frenata. Sembra di essere capitati per caso dietro ad un’ invisibile manifestazione o a un invisibile trattore. Ed è lì che ti pizzicano.

Ho in mano una multa in cui mi hanno contestato il fatto che in quel tratto di Salaria avevo superato il limite di 50 all’ora: infatti andavo alla bella velocità di 51 km/h!!!!!!! Sulla Salaria! C’è scritto proprio così, 51.

Da quel momento ho cominciato a modificare il mio giudizio su quelli che ticchettano con i fari per avvisare che c’è la polizia con l’autovelox. E’ vero che per la maggior parte si tratta di gente con poco senso civico, ma, almeno da oggi, so che può anche trattarsi di persone che si difendono da prevaricazioni gratuite. Quelli che ticchettano sono per lo più coatti, quelli che sono comunque “contro” le istituzioni, potenziali antistato, i furbi del popolo delle libertà, quelli che facciamo un po’ come cazzo ci pare, quelli che tanto mi faccio togliere la multa, quelli che a me non me ne frega un cazzo di niente e di nessuno, quelli che col loro ticchettio ti smerdano con la loro solidarietà mafiosa.

Ma oggi ho ticchettato anch’io, ex campione di civismo e di correttezza, ex promotore di referendum per migliorare il Paese, ex fustigatore di costumi, ormai ex persona per bene.

Con disagio, con esitazione, con un po’ di vergogna (perché non posso spiegare la genesi di questo mio comportamento incivile e temo che gli automobilisti ai quali ticchetto possano pensare di me quello che io ho sempre pensato dei ticchettatori), con sensi di colpa per l’abbassamento del mio tasso di civiltà, ho ticchettato anch’io!

Non so se ticchetterò ancora: la cosa mi ha lasciato troppo sconvolto. Forse supererò il disgusto di ticchettare solo lì dove ci sono le trappole. Però va detto che sulla Salaria, in quei tratti trappola, non è lo Stato che esercita un vigile e legittimo (e giusto) controllo, ma è il grassatore Ghino di Tacco da Poggio Moiano. E da Ghino di Tacco è giusto difendersi.

L’abuso di potere uccide il senso civico dei cittadini.

Pubblicato in: nonnepossopiù | 1 Commento »

 
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